54) Lombardo Radice. L'alunno cerca nel maestro la propria
coscienza.
Anche per Lucio Lombardo Radice (1879-1938) come in G. Gentile,
l'approccio educativo  compenetrazione spirituale tra il maestro
e l'alunno che richiede il superamento degli ostacoli che
impediscono questa unit spirituale. Lombardo Radice sottolinea
l'importante ruolo che in questo rapporto assume il maestro con la
sua autorit, in quanto rappresenta le regole, i valori, la
legge di vita a cui l'alunno sente il bisogno di conformarsi
interiormente. Se il maestro non corrisponde a questa esigenza del
bambino, questi non potr avvertire i limiti della propria
infantilit e impegnarsi nel superarli.
L. Lombardo Radice, Lezioni di didattica.
Guai se l'alunno sente che il maestro non  la sua legge, cio se
l'alunno non comprende il maestro, nell'atto in cui questi lo
giudica, lo rimprovera, lo punisce, lo premia; se l'alunno sente
nel maestro instabilit di giudizio, discontinuit di contegno, in
una parola: ingiustizia!.
L'alunno che abbia gi conquistato un certo grado di maturit
spirituale - tutti, anche noi pi adulti, siamo alunni e veniamo
in contatto con uomini che ci si presentano come educatori:
maestri offertici dalla vita, nella sua infinita ricchezza -
quando scopra incoerenza e ingiustizia in coloro dai quali si
attende guida e luce, si ribella in un modo pi alto, se ne
distacca, cio crede pi a se stesso che a loro, e continua la sua
via, cercando in altri quella maggior luce di coscienza che ogni
essere umano desidera; provandosi a penetrare il loro mondo
spirituale per arricchire il proprio; diventando cos discepolo di
coloro che sente migliori di s, cio identici al suo slancio
spirituale in lotta con l'imperfezione sua, intravista ma non
superata, pungente come uno sprone, e spesso quasi come un
rimorso. Se il maestro che una scuola - supponiamo - gli offre,
non  accettato dal suo spirito come maestro, egli lo cercher
altrove; ad esempio, in un libro, in un altro uomo: parente,
amico; e cos si riscatter da quello per cui si senti chiuso il
suo animo.
Ma l'alunno di tenera et, cio l'alunno che ha quasi solo una
coscienza immediata, il bambino che si lascia vivere nel mondo
delle sue sensazioni, tutto riempiendosene, ed avverte solo, con
crepuscolare coscienza, che quel suo mondo non  tutto - e cerca
fuori di s, negli adulti, la regola di cui ha oscuramente bisogno
- se non sente la coerenza dell'adulto che dovrebbe dirigerlo, si
smarrisce e si attarda nell'infantilit sua, prendendo come norma
la stessa assenza di norma; amando e odiando a seconda che il suo
bisogno sia assecondato o contrariato.
La pedagogia nel pensiero contemporaneo, a cura di V. Carbotti,
G. D'Anna, Messina-Firenze, 1984, pagine 140-141.
